Grazie al Bando di Mobilità Internazionale di Regione Lombardia, 15 aspiranti cuochi del nostro istituto, accompagnati dai docenti di laboratorio Stefano Bonfanti e Massimo Mazzone sono volati in Francia per vivere un’esperienza che difficilmente potranno dimenticare: hanno potuto fare uno stage di due settimane nella cittadina francese di Saint-Etienne, alternando giornate di formazione nei laboratori della scuola Institut des Métiers ad un vero e proprio tirocinio in aziende locali.

“Ho vissuto due settimane coinvolgenti, in cui lavoro, cultura e la scoperta di un mondo, quello della gastronomia, si sono intrecciati lasciando emergere affinità e differenze tra due Paesi che proprio per la loro tradizione culinaria sono famosi nel mondo”, “Vivere la differenza culturale e vedere che anche nelle cose più semplici l’essere umano può cambiare a seconda delle abitudini è stato l’insegnamento più prezioso che ho appreso da questa esperienza” raccontano Giulia ed Ester.

I primi due giorni hanno visto i ragazzi impegnati presso le cucine dell’Institut de Métiers:

“Una vera e propria città, con laboratori spaziosi e studenti di tutte le età. È parso subito evidente che in Francia la formazione professionale è intesa in maniera differente” sottolinea Chanika.

Poi, largo ai tirocini in azienda! Ristoranti, macellerie, gastronomie hanno  accolto gli stagisti offrendo loro l’opportunità di conoscere la gastronomia transalpina che, come non manca di notare Giorgia, “è diversa dalla nostra, usano meno sale e decisamente più aceto e senape, per questo all’inizio è stato un po’ difficile adattarmi”.

A lei fa eco Andrea, tirocinante in un’impresa a conduzione familiare: “Ho ricevuto un’ottima accoglienza e, nonostante la difficoltà nel comunicare, devo ammettere che me la sono cavata piuttosto bene, ricorrendo all’inglese e al traduttore del telefono nei casi più estremi”.

Ma la trasferta è stata formativa anche dal punto di vista delle relazioni interpersonali che si sono instaurate in queste due settimane. Amos spiega così: “Abbiamo dedicato parecchie ore al lavoro ma altrettante le abbiamo condivise parlando e divertendoci insieme. Dopo il lavoro o la sera prima di dormire ci ritrovavamo per raccontarci la giornata: lo spirito di gruppo – fondamentale per il mestiere che stiamo imparando –  ne è uscito molto rafforzato”.

Per gli studenti del quarto anno questa è stata anche un’esperienza di perfezionamento a pochi mesi dal diploma di qualifica: “Questa esperienza mi ha permesso di imparare nuove tecniche di cucina e di lavoro in un mondo diverso da quello alla quale sono abituata – racconta Basma – Il ristorante in cui sono andata a svolgere il mio tirocinio mi ha insegnato diverse tecniche per la preparazione degli antipasti e secondi di pesce, ma soprattutto come comportarmi in un ambiente dove la lingua che si parla era diversa dalla mia”.

Anche Marco, studente del quarto anno, non ha dubbi in proposito: “Ho imparato l’importanza delle salse nella cucina francese, così come molte terminologie nuove e tecniche proprie del ristorante che mi ha ospitato. L’incontro con gli studenti francesi mi ha permesso inoltre di capire meglio i nostri punti di incontro, e che le uniche barriere che esistono sono quelle che ci imponiamo noi stessi”.

Il soggiorno è stato anche un’occasione per visitare la cittadina di Saint-Etienne e scoprirne i tesori: “Una delle esperienze più emozionanti è stata sicuramente la visita al museo di Puits Couriot, a Steel e a Centre Deux, dove ho potuto conoscere meglio la città, la cultura francese e interagire con persone di diverse nazionalità – spiega Ndiagna – Nonostante la mia timidezza, mi è piaciuto molto il gruppo di persone in cui mi sono inserita. Trascorrevo il tempo con persone diverse e che conoscevo poco, ma con il passare dei giorni l’imbarazzo iniziale ha lasciato il posto a senso di amicizia”.

“Tra le esperienze più emozionanti, ricordo una serata trascorsa con colleghi e amici locali, durante la quale abbiamo cucinato insieme piatti tipici della regione – aggiunge Safi – Abbiamo anche potuto ammirare, dalle vetrine del ristorante in cui lavoravamo, la sfilata di Carnevale con la musica, i costumi e gli artisti locali”.

“Posso dire che l’esperienza a Saint Etienne è stata molto significativa e, ora che mancano pochi mesi al diploma finale, rimarrà uno dei miei ricordi più belli di quest’ultimo anno alla Fondazione Isb”, conclude Basma.